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Check-up cardiaco con l'orologio

Tra le tante funzioni dello smartwatch di ultima generazione dell'azienda con la mela, ce n'è una particolarmente utile per la salute, un mini check-up cardiaco, che non sostituisce l'ECG fatto dal medico con sistemi tradizionali, ma può indicare se c'è un normale ritmo cardiaco o se, invece, sono presenti aritmie da approfondire. Per attivare la funzione basta aggiornare il sistema operativo dell'orologio con l'ultima versione disponibile (WatchOs 5.2) e tenere il dito sulla corona dell'orologio per 30 secondi.

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Integratori alimentari: chi ne ha bisogno e quando?

Il mercato offre numerosi integratori alimentari, ma a cosa servono effettivamente? Quando sono utili, inutili o addirittura dannosi? In questo articolo valuteremo le raccomandazioni generali riguardanti l’assunzione di integratori alimentari.

L’idea alla base degli integratori alimentari, chiamati anche integratori o supplementi nutrizionali, è di fornire quei nutrienti che potrebbero essere assunti in quantità isufficienti ai fabbisogni. Gli integratori possono essere vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi e altre sostanze fornite in forma di pillole, compresse, capsule, liquidi, ecc, e si possono trovare in differenti dosi e combinazioni.1 Tuttavia per il corretto funzionamento del nostro organismo sono necessarie solo determinate quantità di ciascuno di questi elementi, inoltre l’eccesso di alcune sostanze non necessariamente è benefico. A dosaggi elevati molte sostanze possono avere effetti collaterali e possono essere dannose. Pertanto, per salvaguardare la salute dei consumatori, gli integratori alimentari possono essere venduti legalmente solo se riportano la corretta dose giornaliera e l’avvertimento di non superare la dose giornaliera raccomandata. 

L’uso degli integratori in Europa è molto vario: ad esempio è diffuso in Germania e Danimarca (li usano rispettivamente il 43% e il 59% della popolazione adulta) mentre è molto meno diffuso in Irlanda e Spagna (23% e 9% rispettivamente). Le donne utilizzano gli integratori più degli uomini.2-6

Chi ha bisogno degli integratori supplementari?
I supplementi nutrizionali non sono sostitutivi di una dieta salutare ed equilibrata.1 Una dieta che comprende una grande varietà di frutta, verdura, cereali integrali, quantità adeguate di proteine e grassi non dannosi normalmente fornisce tutti i nutrienti necessari per una buona salute. La maggior parte dei Paesi Europei è d’accordo sul fatto che i messaggi diretti alla popolazione dovrebbero focalizzarsi sull’indicazione di linee guida per una corretta alimentazione.7 Gli integratori alimentari non dovrebbero rientrare in queste linee guida, anche se esistono dei gruppi di popolazione o degli individui che potrebbero necessitare di consigli sui supplementi nutrizionali, anche se consumano una dieta corretta e bilanciata, come ad esempio le donne in gravidanza o le persone che prendono medicine particolari. 

Non tutti al giorno d’oggi riescono ad avere una dieta salutare e corretta, in parte anche a causa del moderno stile di vita. Gli studi effettuati sull’alimentazione, in Europa, hanno evidenziato un’assunzione non ottimale di alcuni micronutrienti.2,8 Gli studi del progetto europeo EURRECA hanno evidenziato un consumo insufficiente di Vitamina C, Vitamina D, acido folico, calcio, selenio e iodio.9 Un recente confronto tra sondaggi condotti a livello nazionale ha evidenziato una diffusa preoccupazione riguardante l’assunzione di Vitamina D, mentre per altri piccoli gruppi di popolazione è più probabile che si verifichi una ridotta assunzione di minerali.2 Ad esempio, c’è preoccupazione per l’apporto di ferro nelle ragazze adolescenti in Danimarca, Francia, Polonia, Germania e Regno Unito.2 Infatti un basso livello di ferro nelle giovani donne comporta un aumento del rischio di nascite sottopeso, carenza di ferro e ritardato sviluppo cerebrale nei neonati.10 La quantità di folati è invece critica per le donne che intendono avere un figlio: queste ultime devono essere avvisate di assumere acido folico anche prima del concepimento e di continuare ad integrarlo nella dieta per le prime 12 settimane di gravidanza. Infatti un adeguato livello di folati può diminuire il rischio di avere bambini con difetti del tubo neurale, come la spina bifida. Una recente ricerca ha rilevato che circa il 50-70% della popolazione Europea ha uno stato di carenza di Vitamina D.2,11,12 Dato che la quantità di 
vitamina D non dipende solo dalla sua assunzione con il cibo ma anche dall’esposizione ai raggi UV, vi sono motivazioni più valide per suggerire una supplementazione di Vitamina D alla popolazione dei Paesi del Nord Europa. In molti Paesi (tra cui il Regno Unito, l’Irlanda, i Paesi Bassi e la Svezia) ci sono già delle raccomandazioni per certi gruppi di popolazione di assumenre integrazioni di Vitamina D, anche se sono necessari ulteriori ricerche. 

Nella tabella 1 sono riportati alcuni gruppi di popolazione a rischio, sebbene nei diversi Paesi i gruppi a rischio non sono considerati sempre gli stessi.

Tabella 1: Esempi di gruppi di popolazione che richiedono consigli specifici sugli integratori 

Gruppo di popolazione                           

Nutrienti

Persone sopra i 50 anni

Vitamina D, Vitamina B12, folati 

Anziroani più cagionevoli possono beneficiare di un’integrazione multivitaminica a basso dosaggio

Donne in gravidanza

Acido folico e vitamina D, eventualmente fer

Bambini sotto i 5 anni

Vitamina A, vitamina C, vitamina D, anche se i bambini con un buon appetito e che mangiano variato non necessitano di questi supplementi

Donne che allattano

Vitamina D

Persone che coprono la pelle, hanno la carnagione scura o sono costrette in casa

Vitamina D

Vegani

Vitamina B12, vitamina D2

Rischi particolari per alcuni specifici gruppi di popolazione 
Nonostante siano importanti per la salute di alcuni individui, non tutti gli integratori sono utili per chiunque. In effetti per alcune persone non è consigliabile assumere alcuni tipi di integratori, soprattutto a dosi elevate. Alcune ricerche mostrano infatti che i multivitaminici possono causare un’eccessiva assunzione di nutrienti, inoltre questi integratori multivitaminici dovrebbero essere formulati tenendo in maggior considerazione l’assunzione di micronutrienti attraverso l’alimentazione.2 I consumatori dovrebbero prestare particolare attenzione nel leggere l’etichetta e ad assicurarsi che quel tipo di integratore sia giusto per loro. Per le donne in gravidanza, ad esempio, gli integratori contenenti vitamina A (retinolo) compreso l’olio di fegato di pesce possono essere dannosi e causare difetti alla nascita se vengono assunti in dosi molto elevate rispetto a quella raccomandata, oppure se vengono assunti per un periodo di tempo molto lungo. 

Degli studi hanno evidenziato che i fumatori dovrebbero stare attenti ad alcuni supplementi nutrizionali, in particolare ad assumere elevate dosi di beta-carotene. L’EFSA (European Food Safety Authority, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha verificato i dati relativi a questi integratori e ha stabilito che un’esposizione al beta-carotene sotto i 15 mg/die è sicura pr tutta la popolazione, compresi i fumatori.13 

Conclusione
Alcuni gruppi di popolazione sono invitati ad assumere integratori specifici. Ma in generale il messaggio che deve essere chiaro è che è fondamentale seguire una dieta salutare e bilanciata e leggere attentamente le etichette degli integratori e dei cibi con supplementi nutrizionali per evitare di assumere dosi eccessive che superino le Dosi Giornaliere Raccomandate (RDA, Recommended Daily Amounts). In caso di dubbio consultare un dietista o un medico prima di scegliere degli integratori alimentari.

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Le "mani pulite" degli italiani

Una recente ricerca di Top Doctors (www.topdoctors.it) ha indagato a fondo nell'abitudine degli italiani a lavare le mani, ed è emerso che siamo abbastanza attenti a questa fondamentale pratica igienica, da ripetere - secondo gli esperti - per almeno 5 volte al giorno. Dai dati raccolti, infatti, poco meno della metà delle persone (46%) si lava le mani tra le 5 e le 10 volte al giorno; a cui si aggiungono un buon 15% che, a rischio fobia, ripete l'operazione per più di 10 volte. Quindi, a conti fatti, sei italiani su dieci si comportano positivamente.